Ieri sul 67 Torino era in subbuglio. Un incendio ha portato con sé i ricordi di intere famiglie, la curiosità di infiniti passanti, le macchine parcheggiate in doppia fila, il traffico, le sirene, l’odore di bruciato, la venerazione dei bambini del dio fuoco, le acclamazioni del signore anziano che vuole saperne più degli altri e momentaneamente esce dalla sua monotonia, gli sguardi discreti di chi non vuole dimostrare il proprio amore per la catastrofe altrui, i discorsi perlopiù francesi tra il ragazzo africano seduto dietro di me con la sua compagna. Il fuoco non ha risparmiato nessuno, il fuoco ci ha presi tutti con sé. Io invece, con immensa vergogna, con immensa sorpresa, volevo pregare.

Oggi volevo postare una foto in cui tenevo in mano il giornale della Gran Loggia d’Italia che abbiamo trafugato io e Giuditta al Salone del libro (lei dice che erano copie gratuite, ma io continuo nella tesi del complotto e quelle copie erano indubbiamente esche per renderci adepti a chissà quale cosa mistica).
Fatto sta che facebook ha cercato per alcuni minuti di caricare la foto ma il tentativo è sembrato vano, l’unica cosa che mi viene da pensare è che SI TRATTA DI UN COMPLOTTO!

oggi è la festa della mamma pt.2

oggi è la festa della mamma

MORTI DI SONNO

Come avrei mai potuto io amare il mare? Io che odio i pescatori, io che odio i pesci e il loro essere viscidi, io che odio le alghe sui fondali, io che ho il terrore del buio degli oceani, io che odio il salmastro, il sale, le rughe raggrinzite, le mani indurite dal lavoro, le spesse corde mollicce e inzuppate, la pelle rinsecchita dal sole, l’acqua sui vestiti, la pioggia e i temporali, il sentirsi bagnati. Come io potevo dichiarare il mio amore smisurato al mare, seppur d’inverno, seppur romantico. Io, io che in modo sconvolgente odio i cetrioli.

Oggi penso di aver compreso cosa possa significare il lavoro della meretrice. Mi è bastato passare mezz’ora e più a sentir parlare di interviste non strutturate a 20 anni, in un corso di sociologia dei media, il terzo anno di scienze politiche. Il tutto per intascarmi una miserevole nonché inutile firma di presenza. Mi sa che la prossima volta vedrò di reagire, anziché alzarmi in atto di protesta e gridare “SI TENGA LA MIA PRESENZA IO NON LA REGGO PIU’ MI SENTO PRESO PER IL CULO A SENTIR ANCORA CERTE MINCHIATE” cercherò di informarmi se non rischio qualche sanzione ora che le case chiuse in italia sono state chiuse